Il 28 e il 29 giugno a Bruxelles si svolge il Consiglio Europeo dei capi di stato e di governo dei 28 Paesi dell’Unione. I temi all’ordine del giorno sono l’immigrazione, gli investimenti europei per la creazione di nuovi posti di lavoro, le relazioni internazionali legate al tema della sicurezza e della difesa, l’innovazione e la digitalizzazione e i negoziati sulla Brexit.

La questione più spinosa del vertice è sicuramente collegata alla gestione dei flussi migratori sulla quale si è raggiunto un accordo solo nella tarda notte di ieri. Ciò che prevale nelle conclusioni è la responsabilità condivisa degli sbarchi, la vicinanza ai Paesi di frontiera e la stretta cooperazione tra tutti i Paesi UE e i Paesi terzi per le procedure di asilo e rimpatrio.

I punti salienti del documento sono:

  1. Rafforzamento della politica di controllo dei confini esterni dell’Unione, sia per la rotta del Mediterraneo che per quella dell’Est Europa, che ha già portato ad una diminuzione dell’immigrazione illegale dal picco di ottobre 2015;
  2. Intensificazione dei rapporti e degli accordi con i Paesi di origine e di transito dei migranti per prevenire l’immigrazione illegale e facilitare le procedure di rimpatrio;
  3. Imposizione delle leggi a tutte le navi che attraversano il Mediterraneo, quindi anche le Ong, e il divieto di interferire con le operazioni della Guardia Costiera libica;
  4. Supporto finanziario ai Paesi dei Balcani occidentali per dimezzare i flussi migratori provenienti dalla rotta del Mediterraneo dell’Est, così come a Paesi quali ad esempio la Spagna per i flussi dell’Ovest proveniente dal Marocco;
  5. Valutazione del concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i Paesi terzi interessati nonché con l’UNHCR e l’OIM, per spezzare definitivamente il business dei trafficanti nel pieno rispetto del diritto internazionale;
  6. La presa in carico condivisa degli sbarchi attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti negli Stati membri solo su base volontaria, dove distinguere, in modo rapido e sicuro, tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati e quelli che necessitano di protezione internazionale, per i quali si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri controllati, compresi il trasferimento e il reinsediamento, saranno su base volontaria, fatta salva la riforma di Dublino.
  7. Trasferimento di 500 milioni di euro al Fondo Fiduciario per l’Africa;
  8. Nel contesto della programmazione finanziaria 2021-2027, l’introduzione di strumenti flessibili per intervenire in modo tempestivo nella gestione della sicurezza interna e dei flussi migratori;

Per quanto riguarda la situazione interna all’UE, sono stati compiuti molti progressi sul Sistema Comune Europeo di Asilo e molti documenti sono vicini alla finalizzazione. È ora necessario trovare un consenso sul regolamento di Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio di responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate in seguito a operazioni di ricerca e salvataggio. Ulteriore esame è richiesto anche per la proposta sulle procedure di asilo.

Ci sarà una relazione sui progressi durante il Consiglio europeo di ottobre.

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